Chiesa S. Bartolomeo di Chignolo
Gli stessi documenti del Borromeo ci informano della chiesa di Chignolo dedicata a S. Bartolomeo che è associata alla chiesa parrocchiale di Oneta ma, per la distanza e per le asperità del monte su cui è posta, ha il suo battistero, si amministrano i sacramenti per mezzo di un cappellano e i morti vengono seppelliti nel suo cimitero. In questa chiesa si offre il grano e altre offerte amministrate dai “Sindici” che sono eletti dagli abitanti; questi vendono il grano e adoperano il ricavato per abbellire la chiesa, ma di quanto hanno ricevuto o speso non c’è nessun resoconto. Con atto notarile redatto a Ponte Nossa il 3 maggio 1627, su insistenza della popolazione di Chignolo, si decide la separazione della chiesa di S. Bartolomeo da quella di Oneta. Lo stesso anno viene eretta a parrocchia dal vescovo Federico Cornaro, ma la consacrazione avverrà solo il 4 settembre 1758 con il vescovo Antonio Redetti.
I motivi che hanno indotto alla separazione non sono ben chiari, il fatto che avesse già una certa autonomia che consentiva di amministrare lo “status animarum” come una vera parrocchia è una possibile causa obiettiva, un elemento importante e forse decisivo avviene nel 1624 con la morte del cappellano, per cui la messa viene celebrata solo due volte al mese dal curato di Oneta, tale situazione è certamente motivo di scontento. Leggendo l’atto notarile che sentenzia la separazione si avverte una certa animosità delle parti, sicchè è da presumere che la contesa durasse da lungo tempo. Tuttavia la parrocchia di Oneta non rinuncerà a far pesare la sua autorità imponendo una “condanna” seppure simbolica ai fedeli di Chignolo, per cui il notaio scrive: “... condanno quelli di Chignolo dover ognuno anno in perpetuo una torza di lirette (1) tre alla chiesa di Oneta et quella officiando alla messa cantata nella offerta che si suol fare il giorno dell’Assunzione della Madonna, principal festa di detta terra, liberando ambo le parti da ogni altra pretenzione che possa avere l’una contra l’altra”.
Nel 1891 la gente di Chignolo con spirito battagliero, unito al forte attaccamento religioso alla Modonna del Frassino, darà luogo ad una ulteriore vertenza con Oneta. In sostanza la popolazione di Chignolo rivendica il diritto di cantare la S. Messa solenne il giorno dell’apparizione, 2 luglio, perchè essi dicono “ ...ci siamo distinti nel concorrere all’erezione del Santuario e nell’arricchirlo, e poi perchè da tempo immemorabile i nostri parroci hanno cantato messa in tale occasione”. Il 21 maggio 1892 la curia vescovile dichiara che il diritto di cantar messa in questa chiesa sussidiaria spetta al parroco di Oneta in quanto il Frassino è nel territorio della sua parrocchia.
La chiesa di Chignolo ha un altare del 1672 in legno intagliato di meravigliosa fattura, con quattro angeli ed una Annunciazione al paliotto. Sopra il coro c’è una interessante tela del primo seicento raffigurante Madonna e i Ss. Pietro, Bartolomeo e Stefano firmata da Giovanni Laudis. Ad imitazione dei quadri del Correggio si può inoltre osservare una Sacra Famiglia, olio su tela di 154 x 112 cm. Sulla volta della navata vi sono tre medaglie dipinte a fresco dal Lecchi di Albino nel 1913 raffiguranti: Il martirio di S. Bartolomeo, la SS. Trinità e L’Annunciazione. La volta del presbiterio è suddivisa in lunette, dove sono dipinti i quattro evangelisti e degli angeli, mentre sopra la porta maggiore un affresco ovale rappresenta il primato di S. Pietro. L’organo è dei Perolini di Villa d’Ogna del 1860. Il campanile costruito nel 1680 è dotato di 5 campane collocate nel 1946 con tonalità La Bemolle Maggiore.
(1) La liretta detta anche libbra piccola corrispondeva a 325 grammi.